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I Dervisci Mevlevi
La confraternita dei Dervisci Mevlevi, comunemente detti "rotanti"
a causa
della danza circolare che caratterizza il loro rito, venne fondata nel
sec. XIII
a Konya, in Turchia, dal mistico musulmano Jalal al-Din Rumi. Nato nel
Khorasan (Afghanistan) nel 1207, Rumi lasciò la sua terra all'età
di cinque
anni al seguito del padre, il grande mistico Baha al-Din Walad detto "il
Sultano dei Sapienti". Dopo varie peregrinazioni, si stabilì
a Konya, dove
morì nel 1273. La sua tomba, su cui sorge la "casa-madre"
dell'ordine
Mevlevi, è tuttora meta di pellegrinaggio da tutte le parti del
mondo.
Il sama'
II sama', letteralmente "ascolto" (dell'armonia del cosmo, nel
senso mistico
della simbologia Mevlevi) rappresentò il rito fondamentale dell'ordine
sin
dal XIV sec., ma si precisò nella simbologia e nelle modalità
esecutive solo
nel XVI sec., periodo in cui molte personalità culturali aderirono
all'ordine.
L'elaborazione del pensiero di Jalal al-Din Rumi alla luce delle dottrine
cosmologiche di Ibn Sina, al-Biruni e di alcuni pensatori sufi, condusse
alla
definizione del sama' nei suoi riferimenti al cosmo e alla rotazione dei
pianeti
e delle sfere celesti.
Gli iniziati esprimevano nel rituale la loro complessa gnosi del potere
cosmico,
e coloro che erano ammessi ad assistere alla cerimonia erano condotti,
attraverso la danza simbolica, alla percezione dell'armonia del cosmo
e del
senso unitario delle leggi che regolano i suoi molteplici aspetti.
Con il tempo, lo spazio destinato all'esecuzione del rito assunse il nome
specifico di sama'khana (la sala dell'ascolto).
La sama'khana
Gli elementi architettonici fondamentali della sama'khana sono la cupola
e l'area sottostante, dedicata al rito del sama'; lo spazio tende quindi
a
definirsi secondo una pianta centrale.
La sama'khana del Cairo fu una delle ultime ad essere costruite, nella
lunga
storia della confraternita Mevlevi. Nello sviluppo di questa particolare
tipologia architettonica, dall'edificio a pianta centrale di Manisa (sec.
XIV)
sino a quello di Kutaya (sec. XIX), entrambi in Turchia, la sama'khana
del
Cairo, contemporanea a quella di Kutaya, rappresenta il momento finale.
In essa, come nei rari esempi coevi, l'area destinata alla danza è
circolare
e tutto lo spazio è articolato secondo una pianta centrale. L'architettura
dell'edificio segue un disegno semplice, essenziale. La misurata armonia
dello spazio interno e dei volumi esterni produce una sensazione di profondo
equilibrio, ripreso dalla raffinata eleganza delle decorazioni interne
in stile
"barocco ottomano".
La sama'khana del Cairo rappresenta la massima espressione della simbologia
geometrica e cosmica che definisce le funzioni e le proporzioni dello
spazio
architettonico in cui si svolge il sama', la cerimonia mistica dei Mevlevi.
G.F.
La restaurata sama'khana dei Dervisci Mevlevi del Cairo (Egitto) e' stata
riaperta al
pubblico nel 1988. Essa e' parte del vasto complesso architettonico in
cui opera il
Centro Italo-Egiziano per il Restauro e l'Archeologia (CIERA - CFPR),
che svolge
attività' di formazione al restauro ("cantiere-scuola")
in collaborazione con il Ministero
della Cultura (SCA) della Repubblica Araba d'Egitto.
Il contenuto di questo DVD e' basato su:
G. Fanfoni, "An underlying Geometrical Design of the
Mawlawì Samà'Hàna in Cairo", Annales
Islamologiques, XXIV (1988), pp, 207 - 232
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