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IL SAMA' DEI DERVISCI MEVLEV1

La confraternita dei Dervisci Mevlevi si ispira all'insegnamento del mistico Jalâl al-
Dîn Rûml, "Mawlana" (Mevlânâ), morto nel 1273 a Konya (Turchia), autore del
Mesnevî e di un celebre Dîwân poetico in persiano. Al centro delle pratiche religiose
della confraternita si pongono la musica e la danza, le cui forme rituali e solenni
furono fissate nel XV secolo. La cerimonia prende nome dal vocabolo arabo samà',
letteralmente "ascolto" (dell'armonia del cosmo, nel senso mistico della simbologia
mevlevi). In turco moderno il termine è trascritto sema, come la parola che indica
il cielo. Il rito si svolge in un'area cerimoniale a esso deputata: la sema-hâne (ar.
samâ 'khâna). Nella sua forma tradizionale, essa è un'ampia struttura sormontata da
una cupola, rappresentazione simbolica del cosmo. L'orchestra (mutrib), collocata
su un ballatoio, è composta di cantori e musicisti (di ney, flauto; rebab, cordofono;
kudüm, percussioni, e altri strumenti); i dervisci, durante la danza, ruotano su se
stessi sotto la guida del samâ'zan, procedendo in senso antiorario nell'area circolare
sottostante.

Il sema si articola in varie sequenze esecutive. Lo shaykh (seyh), e i dervisci prendono
posizione, poi una voce solista intona il na't-i sherif: invocazione al Profeta, seguita
da un momento di silenziosa meditazione. Dopo il taksim (improvvisazione) di un
flauto solista ed un altro momento meditativo, il peshrev (preludio musicale) di flauti
e tamburi accompagna la deambulazione dei dervisci (tré giri della sala in senso
anti-orario). Segue il selâm ("saluto") con canto, musica e movimenti rotatori: questa
fase, che è la parte più importante della cerimonia, è ripetuta per tré o quattro volte.
Dopo un nuovo "solo" di flauto e la recitazione di passi coranici, con la sura al-
Fâtiha (1a sura del Corano) e il saluto di commiato si conclude la cerimonia.


LA TAKIYYA MAWLAWIYYA DEL CAIRO.

Il complesso architettonico dei Dervisci Mevlevi del Cairo, la Takiyya Mawlawiyya, si trova
nelle vicinanze della Moschea di Hasan, ai piedi della Cittadella. L'area, donata alla confraternita
nel 1606, comprende il Mausoleo di Hasan Sadaqa, l'iwân della Madrasa di Sunqur Sa'dî (XIV
sec.), la Samâ'khâna (XIX sec., con decorazioni in stile barocco-ottomano) ed il Palazzo Qusun-
Yashbak-Aqbardi (secc. XIV- XVI), parte del quale ospitò il Convento Mevlevi.

Il restauro del complesso, avviato negli anni '80, è condotto dal Centro Italo-Egiziano per il
Restauro e l'Archeologia, sotto la direziono del Prof. Giuseppe Fanfoni (CFPR, Roma), nell'ambito
degli accordi di collaborazione tra Italia ed Egitto.

Il DVD presenta una sintesi della cerimonia eseguita nella Samâ'khâna del Cairo dal "Kenya
Turkish Sufi Music Ensemble" il 18 ottobre 2002.

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