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Il presente lavoro si propone di esaminare le modalità
di impiego del lessico giuridico nella
produzione letteraria di Draconzio, poeta e togatus. Adottando la ripartizione
tradizionale
fra opere profane e opere cristiane, si analizza l'uso di singoli termini
appartenenti alla lingua
del diritto e di nessi modellati su locuzioni proprie del vocabolario
del giure, in una serie
di passi in cui vengono presentate le medesime situazioni giuridiche.
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