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Per la crisi dell'impero romano d'Occidente e del suo sistema culturale,
nella quale ebbe un ruolo
di fondamentale importanza l'intromissione dei cosiddetti barbari nella
Romania occidentale, la moderna
e consolidata visione classicistica e romanocentrica dell'Occidente antico
ha considerato i secoli V-VI e
VII-VIII, rispettivamente, età di decadenza e di fine della civiltà
romana e età di desolata depressione
culturale. Ma proprio quella intromissione, che fu prima scontro e poi
progressivo incontro fra roma-
ni e barbari, incontro gravido di conseguenze istituzionali e culturali,
ci suggerisce di considerare tutto
l'arco di tempo costituito dai secoli V-VIII con gli occhi rivolti non
già al suo passato, ma al suo
futuro. Di conseguenza, tale arco di tempo si impone alla nostra attenzione
non più come declino, fine
e successivo silenzio della cultura antica, bensì come vasto fenomeno
storico-culturale, dinamicamente
unitario, interpretabile quale processo genetico di una nuova civiltà,
cioè quale origine dell'Europa come
complesso di nazioni politicamente e culturalmente distinte eppure accomunate
dall'eredità culturale
greco-romana (classica e cristiana).
Alla ricostruzione, dunque, della cultura dell'età
romanobarbarica e ai suoi successivi riflessi intende
contribuire la presente collana, che ospita studi e edizioni di testi.
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